Tuesday, November 30, 2010

la cacca e' come la vita: a volte e' un letto di rose a volte di spine


Mi considero una persona dalle buone capacita' comunicative e so di avere un cuore grande che mi aiuta ad andare d'amore e d'accordo con tutti.


C'e' una cosa pero' che mi viene sempre rimproverata: non e' bello condividere in pubblico quello che mi succede in bagno. 
Le mie dichiarazioni infatti suscitano sempre meraviglia ed imbarazzo.
Io pero' ho sempre continuato a raccontare di me e di quello che risulta essere la cosa piu' naturale al mondo: fare la cacca. 


E' tutto un controsenso: io che ho problemi di stitichezza non ne posso parlare, chi fa la cacca tre volte al giorno risulta essere la persona piu' pudica dell'universo.
Di che cosa ci si potrebbe vergognare? Ditemelo! 
Tanto lo so che almeno una volta avete detto: "oggi ho fatto la cagata piu' bella della mia vita" oppure "come ha fatto quella cosa cosi' grande ad uscire dal mio corpicino?".
Mi riferisco poi a tutti quelli a cui serve tanto tempo in bagno. 
Non raccontate scuse inutili ... non ci vuole concentrazione ...Voi adorate rimanere li seduti a leggere, a meditare, ad annusare e a godere di quel momento cosi' intimo e piacevole.
Ci troviamo quotidianamente a tirare su la puppo' dei cani, a cambiare i pannolini dei bambini o stare attenti a non pestarla mentre si cammina per strada. E quando ci sono quelle belle manifestazioni paesane con le sfilate dei carri? le montagne di palle di cagotti di cavallo per la terra, con il personaggio estratto a sorte dietro che con la pala la porta via.

Dicono che la nostra cacca ci puo' aiutare a capire tante cose. La consistenza, il colore, l'odore o la forma ci rilasciano messaggi utili ma c'e' chi si rifiuta persino di crederci. 
La cacca e' brutta, insignificante e puzza e per questo va disintegrata al piu' presto, figuriamoci se sia giusto parlarne. A mio avviso bisognerebbe persino osservarla bene per capire chi siamo veramente, specie se abbiamo spesso crisi di identita' o malattie in corso.
Dovremmo tenere un post-it e penna in bagno vicino alla tazza per essere pronti a farne uno schizzetto come promemoria, come si fa con i sogni. Ne verrebbe fuori un diario davvero intimo, di grande spunto anche per i nostri eredi. 
Tutto cio' che abbiamo costruito nel corso della nostra esistenza, in ogni sua forma e specie, e' racchiuso nelle nostre defecazioni.


Persino lo stesso Freud paragona l'azione dell'accumulare il denaro a quella del trattenere le feci. Leggo per esempio che studiosi, psicologi e pedagogisti come Piaget confermano le mie teorie riguardo ai bambini. Viola vuole ancora fare la cacca sul pannolino per poi farmela vedere con grande soddisfazione, descrivendola grossa grossa o bella bella come se fosse il regalo piu' importante che in quel momento avesse fatto alla sua mamma. I bimbi decidono quando separarsi dalle loro feci "offrendole in sacrificio" ai genitori oppure preferiscono tenersele per se come forma di affermazione del proprio arbitrio.


A New York la mia migliore amica mi regalo' due libricini. Il primo si chiama:
"what's your poo telling you?" cioe' "che cosa ti sta dicendo la tua cacca?" e grazie a questo posso rispondere ad ogni tipo di domanda, se ne avete. L'altro era "poo log" dove poter registrare tutte le mie esperienze con tanto di spazio per fare anche un disegnino e classifica per tirarne fuori un punteggio.
Una volta mi ricordo di aver fatto un coniglietto ed era forse in onore della mia amica che si chiama Bonnie mentre un'altra volta ne e' uscita fuori una forma di uno scarpone di Babbo Natale .. e guarda caso ci stavamo avvicinando al Natale (a volte ci riusciamo anche a condizionare). 


Avrei tante aneddoti simpatici da raccontare. Un giorno a Cazzago sono stata fermata dai vigili mentre stavo correndo a casa col ma di panza.
"Favorisca patente e libretto" ... "ma veramente io ... (con la faccia griccia) ... dovrei prima andare in bagno ... vede? quella la e' casa mia ... faccio subito ... sto proprio male!"
La donna vigile ha voluto comunque prendere in mano il libretto ... sapevo che da sotto gli occhiali da sole le pupille rantolavano nel buio, non sapendo che fare (la stronza o l'essere umano comprensivo del dolore altrui). L'altro vigile non sapeva se ridere o piangere. Potevo essere un killer o un fuggitivo che stava mentendo ma mi hanno lasciato andare perche' si sono inteneriti. 
Cari. 
Anche loro forse hanno avuto un attacco di diarrea almeno una volta.
A New York invece i meccanici dell'officina mi accendevano il compressore per farmi rilassare meglio.
Cari.
Loro forse facevano tanto rumore in bagno.


Lo sapete perche' sono triste? Perche' mi piace parlare di cacca e mi piace provocare la gente che ne e' intimorita ma non riesco a farla come la maggior parte degli essere umani. Soffro di costipazione e questa cosa mi frena. A volte credo che sia questo il motivo per cui mi piace parlarne... perche' e' una cosa che non mi capita di fare ne spesso ne bene ed e' un peccato... perche' so che e' di una importanza vitale.

Thursday, November 25, 2010

La guerriera di Cazzago Land

Non ho dovuto riflettere tanto sul titolo da dare a questo blog. 
Per chi mi conosce bene sa che mi scappano tante cose di solito... qualche parola pescata dall'istinto ... qualche pensiero mai detto ... la cacca lenta ... la cacca dura ... troppi consigli spassionati... gli anni passati mi scappava da vivere :-)
e da un po' di giorni ho deciso che voglio farmi scappare anche da ridere invece che rimuginare troppo sulle cose. 

Il difetto piu' grande che ho e' quello di voler avere sempre una marcia in piu', non rispetto agli altri, ma rispetto al giorno prima. Questa cosa mi consuma dentro.
Se mi vedete seduta sul divano con l'espressione in volto di chi si e' fumato una pianta intera e se pensate che mi stia rilassando o per addormentare, vi sbagliate di grosso. Il quel momento il mio cervello sta elaborando pensieri diaboloci ad una velocita' impressionante. 
Sto per partorire una tattica di azione, una procedura vitale.
Il giorno dopo mi capita sempre di avere l'herpes sulla bocca, nello stesso punto.
Ho pensato tanto tanto si vede.


Da ora in poi voglio imparare a fare una cosa nuova. Pensare meno e ridere di piu'.
Sono allergica agli acari? Ma si bastardi! uahauhauahuah! vi sconfiggo io! apriamo le finestre e iberniamo la camera, i cuscini, le lenzuola e i piumoni!
Respiro la muffa? I miei polmoni sono forti! Armiamoci di una mascherina da chirurgo e spruzziamo lo spray magico del genero del proprietario dell'appartamento e disintegriamola! Ho l'orticaria da freddo? prendo a vita l'antistaminico ma il segreto e' capire dove ho preso freddo la mia prima volta cosi' da potermi procurare qualche maglione in piu' per quando ci tornero'!


Cari amici miei, la vita e' bella e va vissuta intensamente ma a volte bisogna anche imparare a sorridere di piu'. Focalizzare quale e' il problema che ci rattrista o non ci fa andare di corpo, analizzarlo, affrontare le conseguenze con coraggio, RIDERE e poi risolverlo.


Ci vuole cosi' poco .... parola di Robertina