L'unico che non doveva saperlo nei primi tre mesi era il mio capo.
Il giorno in cui mi convoca per consegnarmi la paga e mi dice che era contento di me e quindi aveva deciso di regalarmi una mezz'ora in più sulla paga, scoppio a piangere e chiedendo scusa per i miei peccati e gli confido di essere rimasta incinta. Ho chiesto la flessibilità ed ho lavorato per 8 mesi in ufficio e l'ultimo mese a casa, fino al giorno prima di partorire. A dire il vero, avendo partorito di domenica, potrei di non aver fatto ne un giorno di malattia ne di ferie.
Mi chiamavano Roberta Grazia Graziosi di Dolo, oggi io mi definisco "deficiente"
Una sera di Febbraio, con 39 di febbre, il test di gravidanza risulta positivo.
Eravamo stati insieme forse una notte ma l'istinto di donna e mamma, mi ha fatto sospettare che quella volta fosse bastata. Matteo scambia il test di gravidanza con il termometro e mentre cerca di decifrarlo, gli spiego...
Una notizia bellissima ma lui esorta con: "che significa .... 'un si tromba più?"
In un primo momento, ho avuto il desiderio e la pazzia di voler partorire anche questo in America ma nonostante Zach mi avesse assunto di nuovo e pagato l'assicurazione, sarebbe stato impossibile. Impensabile anche ... ma io lo giuro .. l'ho pensato! Sarei dovuta partire entro il sesto mese, lasciare casa appena comprata e lasciare marito e figlia per circa sei mesi.
Nel frattempo la pancia cresce. In ufficio le ragazze si sono divertite a vedermi mutare in mongolfiera ma su facebook continuavo a troncare le foto dal collo in giù. La collega Dott.ssa Elisabetta Ugel, vicina di banco, si diverte a farmi immaginare che avrei partorito Maicol Kevin.
Le aveva dato un nome e se lo era pure immaginato come sarebbe stato.
Piangione, ciccione, cattivo, rosso di capelli, con lentiggini, un dispettoso!
Durante l'ecografia delle 16 settimane, quando il Dottore mi dice: che cosa vorrebbe? io rispondo .. "un'altra femmina?" ... lui mi fa: "che ci fa di un'altra femmina? guardi qui che bel clarinetto che ha!". Il mio primo pensiero si è rivolto ad Ugel. Come aveva pronosticato era maschio. Era Maicol Kevin .. ed aveva anche il pisello grosso.
La mia ginecologa dell'Ospedale di Dolo era quella più strana. Non bella da vedersi, più che altro somigliante ad un cane mastino, aveva nei suoi modi di fare un che di mia nonna Tea.
Mi urlava se le dicevo che non facevo la cacca da 8 giorni e chiamava il mio Maicol Kevin "bastardo" se si muoveva e non le faceva vedere le misure durante l'ecografia.
A me piaceva in fondo. Era schietta e vera, un pò come me.
Per il secondo figlio non avevo bisogno ne di coccole di prese in giro.
E' stata lei a darmi le regole per il parto.
1) non conservare il cordone, è una cavolata. E' solo un affare di soldi.
2) ogni giorno di fai un clistere, altrimenti ti ricovero.
3) non fare il corso preparto. Ti dicono un sacco di cavolate.
4) vieni in ospedale solo quando hai contrazioni ogni 5 minuti per un'ora di seguito - se hai perdite di sangue - se ti si rompono le acque.
Alle ore 4 del 20 Ottobre, ho la prima contrazione.
Da brava malata mentale, mi scarico un'applicazione sul telefonino per tenere traccia degli intervalli tra una e l'altra. Arrivo alle 5.30 con contrazioni fisse ogni 10 minuti. Mi alzo con calma, avvisando Matteo, e vado a fare una doccia.
Sapevo che tutte le donne incinta, si fanno la doccia prima di andare a partorire. Premetto che non avevo alcuna esperienza riguardo ai parti naturali.
A New York avevamo programmato l'induzione. Sapevo il giorno e l'ora in cui Viola sarebbe nata.
Brando sarebbe stato invece una sorpresa. Stavo comunque vivendo il tutto con la massima tranquillità. Il mio essere "perfettina" mi faceva rimanere calma e concentrata a fare quello che dovevo fare. Dentro alla doccia però ogni tanto, mi piegavo dal dolore e mi ritrovavo a terra a quattro zampe respirando velocemente. Scopro che questo "ogni tanto" era diventato all'improvviso un tempo di 5 minuti. Sono le 6.30. Matteo si fa la doccia e io continuo senza accorgermene a piegarmi a terra, forse ogni due minuti.
Alle 7 arriva Tata Lucia per prendersi cura di Viola anche se per un attimo ha dubitato dovesse improvvisarsi ostetrica e farmi partorire in casa.
Nonostante tutto, all'ultimo momento, anche se i dolori erano lancinanti, mi è sembrato giusto darmi un tocco di trucco sugli occhi. Un po' di base, a terra per contrazione, su di nuovo per il mascara, a terra per contrazione, su di nuovo per un pò di cera sui capelli e poi a terra per contrazione.
Non si puo' mica andare all'ospedale con la faccia da malata?
Ancora un attimino per chiamare i miei genitori e suggerire di partire, con calma, tanto non c'era fretta. Dalla Toscana partono anche i suoceri.
Scendo le scale di casa seduta con contrazioni di ogni minuto.
Ormai non parlavo più e camminavo con mani e ginocchia.
Per fortuna l'ospedale ce l'abbiamo ad un km da casa.
Arrivata al reparto ostetricia non riuscivo più neanche a dire il mio nome e cognome. Lascio Matteo fuori in attesa.
Entro in sala travaglio e vedo le infermiere tutte di corsa intorno a me.
Mi iniziano ad infilare aghi e flebo senza neanche farmi spogliare.
Avevo addosso persino il braccialetto. Era un rosario, quindi sono stata contenta che me lo abbiano lasciato.
Riesco a dire alla ostetrica che avevo portato delle lastre dell mia schiena piena di ernie, giusto per valutare una eventuale epidurale.
Mi sento dire: "non pensi a niente, è arrivata all'ospedale dilatata 10cm. Ora lei partorisce!" .... Le contrazioni sono sempre più dolorose, il pensiero va a Matteo che era fuori ma comunque non volevo farlo entrare. Stavo troppo male e quella stanza mi sembrava un pò squallida per il dolce evento.
Ad un certo punto, dopo aver iniziato a spingere, prego di rimandarmi a casa.
Purtroppo non funziona così. Una volta arrivata a quel punto non ci si puo' ritirare. E' forse la consapevolezza di non poter fare altro che ti da la forza di andare avanti.
La Dott.ssa dolcissima (la mia non era di turno), mi fa: "bravissima, vedo i capelli!!!! Ora si alzi e cammini, andiamo in sala parto".
Ma quella ..... non era la sala parto? Dovevo per forza camminare a gambe larghe (per paura di schiacciare la testolina) con tutti i fili attaccati alle braccia ed andare in un'altra stanza?????
Alle 7.30 sono arrivata in Ospedale.
Alle 8.08 nasce Brando.
Mi hanno nominato la "mamma pic indolor".
A Matteo lo faccio entrare non appena mi mettono addosso Brando e gli taglia persino il cordone, come aveva fatto per Viola.
Lui non si fa schiacciare i brufoli, ma riesce a tagliare i cordoni ombelicali perchè dice che sono come le budella di una salsiccia di pollo.
Sono stata brava. Sono forse stata anche tanto invidiata per aver partorito con dolore in mezz'ora. Il segreto era farsi il travaglio a casa senza sapere che si trattava del famoso travaglio che si fa di solito su un letto di ospedale con il marito accanto che ti accarezza o a ridosso di una palla gigante.
L'invidia delle altre donne si è poi materializzata una volta arrivata a casa quando ho avuto le emorroidi grosse come delle noci (curate con 6 iniezioni) e subito dopo la mastite (curata con 10gg di antibiotico).
La vita è bella e va vissuta a pieno. Va vissuta facendoci del bene, giorno dopo giorno. Bisogna prendersi cura di noi stessi, del nostro cuore.
La vita con dei figli ti fa sentire un pò da parte. Tutto gira intorno a loro.
I talloni ti diventano secchi, la doccia diventa un lusso e dormire diventa un sogno. Passi il tempo ad allattare, cambiare pannolini, leggere le storie, giocare e guardare i cartoni. Passi gli anni a preoccuparti di come li stai crescendo.
Oggi posso dire che per me non c'è vita senza figli.
Sono la cosa piu' giusta e bella del mondo da fare.
Bellissima lettura. Grazie roby x la condivisione, emozionante. Brava x aver tenuto il segreto! E ora buona vita a tutta la famiglia!
ReplyDelete...roby..xo' io t ho fregato..da buon investigatore! ;-) ...bebo..
ReplyDeleteEccola la mia Robina!
ReplyDeleteTi voglio e vi voglio un mondo di bene!
Auguri Famiglia bella!
Paola
chiaramente, nella tua stessa identica situazione, mi hai fatto sia ridere che piangere.....bacio!xxx
ReplyDeleteSiamo tanto tanto tanto felici per voi!!smack
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