Tuesday, January 18, 2011

Fermati e ti dirai chi sei

Chi si ferma e' perso o e' all'inizio del cammino piu' bello ....



Non sono mai stata abituata a fermarmi, ne con il corpo ne con la mente.
New York ha tirato fuori il mostro che era gia' in me. 
Ero un robot, il mio boss diceva che assomigliavo ad una perfetta macchina tedesca. 
Oggi capisco che quello non era un bel complimento.
Il camion dei pompieri ci svegliava anche di notte per ricordarci che eravamo nella citta' che non dorme mai. La colazione della mattina era sempre bella energetica ed il caffe' bollente perennemente in mano alimentava il motore dentro ognuno di noi. Tutti uguali. Tutti fatti alla stessa maniera, tutti con lo scopo: quello di andare a lavorare.
Quando il lavoro ti fa guardare solo verso una direzione, ti incavalla i nervi del collo e ti logora il respiro, e' ormai troppo tardi. Sei gia' arrivato al punto in cui non ti rendi piu' conto di quali siano le priorita' della vita. Si dice prima il dovere e poi il piacere ma in questi casi a te sembra che il piacere sia lavorare e che il dovere venga dopo. Che confusione!
Se hai la fortuna di avere il talento di fare piu' cose allo stesso momento, ti senti forte e gagliardo perche' ti ci e' rientrato di portare a termine tante cose ... finire il progetto di lavoro... fare la telefonatina a mamma, fare un sorriso a tua figlia... condividere i problemi con tuo marito... e se va proprio bene, fare anche la famosa cacca.
Se hai anche la fortuna di non riuscire a fermarti mai, allora diventerai anche un maestro nel ridurre le emozioni come delle pillole. Tanti grandi piaceri super concentrati in piccole dosi.
Se hai la sfiga di avere una memoria di un pesce rosso come me poi, in breve tempo pero' non ti ricorderai neanche di quelle piccole emozioni vissute a morzi e bocconi.
Il rientro in Italia mi ha costretta a tirare un lungo sospiro. Troppo lungo forse.
E quel respiro che sembrava essere un sollievo si e' rivelato un perfetto sconosciuto.
Come mai nessuno mi ha insegnato che respirare bene significa anche sapersi fermare e meditare e prendersi cura di se stessi?
Ho fatto quindi questo respiro lungo, il respiro piu' lungo della mia vita ed ho avuto finalmente tanto tempo per riflettere. Il respiro ossigena il cervello ed ecco che tutti i meccanismi del mio cervellone si sono rimessi in moto velocissimi, troppo veloci! 
Che strana sensazione avere il corpo paralizzato a casa e sentire la testa che viaggia lontana a velocita' della luce!
Cazzago. Mio marito e' al lavoro, Viola e' all'asilo e io sono a casa che penso.
La gente mi dice: "trovati un lavoro se no impazzisci".
Chi vi dice che non e' proprio lavorando che si diventa un alieno ed un pazzo scatenato?
Quando si mette una pausa a tutto c'e' comunque il rischio che la prigrizia prenda il sopravvento.
A livello fisico avresti voglia di dormire sempre ma senti che la testa pero' e' in grado di sfornare la piu' grande invenzione degli ultimi tempi... a me la testa scoppiava! 
Una combinazione assurda: sentirsi un po' larva fuori ma avere il cuore dentro che batte come quello di un maratoneta.
Mi era infatti rimasta dentro quella la carica di sempre per combinare qualcosa di nuovo e di speciale... era pero' quell'energia che mi ha sempre fatto fare un sacco di cose ma che mi ha lasciato poco amore dentro.
Oggi finalmente, senza il lavoro che mi aliena, ho imparato ad essere felice per le cose importanti. Quel sorriso che facevo a mia figlia e' piu' bello, il tempo che le dedico e' piu' gratificante, la telefonata che faccio a mamma e' fatta di parlare e di sapere ascoltare. I problemi una volta li elencavo e li classificavo, oggi cerco di risolverli, perche' oggi volere e' potere. Una volta volere e' chissa' se potro'.
Il mio cuore e' grande per contenere di tutto ed ora sono anche in grado di godere del bene che ricevo e che contraccambio perche' posso assaporarlo e per gustarmelo.
Sicuramente tornero' a lavorare. Tutti sanno che non so fare la casalinga ma ringrazio le occasioni della vita che mi hanno portato via il lavoro per un po' e che mi hanno dato la possibilita' di essere piu' umana.



    Monday, January 3, 2011

    C'era una volta... una mamma che non dormiva mai


    Se mai un giorno qualcuno ti dira' "dormi ora perche' poi non dormi piu'", non sottovalutare quelle parole. Non e' il solito consiglio di colui che ti vuole portare pecchia ma si rivelera' la frase piu' saggia e vera in assoluto.
    Tutte le preoccupazioni della gravidanza e i dolori vissuti sulla tua pelle durante il giorno del parto finiranno nel dimenticatoio cosi' come la notte insonne del travaglio. 
    La nascita di tuo figlio ti fara' cancellare tutto cio' che a confronto non ha piu' valore. 
    Quando pero' ti accorgi che quell'esserino dipende da te a 360gradi, le cose cambiano.
    Non sei piu' padrona della tua vita e delle tue notti.
    Devi essere disposta a dormire con un occhio chiuso ed uno semi aperto, con uno orecchio sul cuscino e l'altro in allerta, con una poccia sfranta nel letto e l'altra pronta a sfamare la creatura.
    Dopo il primo mese, ti accorgi di aver fatto il solco sul pavimento per fare avanti e indietro ogni due ore dal tuo letto alla sua culla nella camerina nuova tanto carina. 
    Ti rendi conto anche che l'ultima volta che hai fatto la doccia fa parte dei ricordi passati, per non parlare di quando ti sei guardata allo specchio. Solo quando ti fai vedere da tuo marito con la ricrescita dei capelli bianchi bene in evidenza e ti vengono i talloni duri e secchi come gli zoccoli di un cavallo che galoppa su un suolo arido, allora ti viene il lampo di genio di avvicinare a te tutto l'occorrente necessario per allattare di notte, figlio compreso. Le prime notti che seguono passano meglio, specie quando non usi piu' la poltrona della nonna comprata apposta ma impari a rimanere distesa a letto ed allattare di lato.
    Capita in questi casi che il tuo cervello ha dei momenti di lucidita' e ti fa cadere in un sonno profondo di dieci minuti continui dove rischi di schiacciare il bimbo che si era addormentato insieme a te, povero.
    Passano i mesi, passano tre anni. Il libro "fate la nanna" mi e' gia' stato regalato tre volte da tre persone diverse. Conosco la procedura perfettamente ma in pratica non ho mai ottenuto i risultati descritti dal libro e sperati con tutto il cuore.
    Oggi sono una persona diversa. 
    Per quanto tuo figlio possa essere bravo a dormire da solo e per quasi tutta la notte di fila, tu non riesci piu' ad avere quelle otto ore di sonno come una volta.
    Il pensiero di rimanere a letto fino a mezzogiorno e' solo il ricordo di quando eri giovine.
    La convinzione che stai dormendo profondamente e persino sognando e' solo un'illusione.
    Quando dormo ormai ho il sonno leggero come una piuma ma i sogni sono profondi come se fossi in trans da ipnosi regressiva. Se Viola si scopre io me ne accorgo e se fa un cenno di lamento io sono gia' li di fronte a lei in meno di un secondo, ritta, tesa, concentratissima e in perfetta forma, pronta a prestarle soccorso, conforto.
    Il falso allarme non mi turba e torno a letto al buio seguendo gli stessi passi di tutte le notti.
    C'era una volta una mamma che non dormiva mai .....
    che quando ha iniziato ad avere il piacere di chiudere tutti e due gli occhi e provare a dormire, ha avuto la sfiga che il suo adorato marito iniziasse a russare.


    Thursday, December 9, 2010

    Adesso pensiamo a ... ME!




    Passare da New York, un concentrato di cose da fare e gente da scanzare, a Cazzago, terra umida ma tranquilla e dall'aria pulita, e' stato come un dolce risveglio. 
    La gente sorridente, la mucca aperta 24 ore su 24 per il buon latte e le feste paesane in ogni angolo delle strade m'hanno fatto dimenticare quegli ultimi 5 anni di vita trascorsa senza prendere fiato. Il fiato di New York... ancora mi chiedo come ho fatto a perdere l'abitudine di mangiare chewing gum gia' dal primo giorno che ho messo piede in America. Il fiato di New York ... fatto di sospiri piccoli e veloci. 
    Una dottoressa mi ha fatto notare che non so piu' come si respira e pensare che a danza il respiro era l'essenza dei movimenti.


    Dopo un anno di Cazzago e un anno a cazzeggiare, ora mi ritrovo a parlare di nuovo di New York. Se chiudo gli occhi so sentire tutti i puzzi e i profumi delle streets e quando la rivedo in foto mi succede qualcosa al cuore. New York e' stata per me una seconda casa. Ad Ancona sono cresciuta, a New York sono diventata Manager, moglie e madre. 
    Cazzago invece sara' il posto che mi aiutera' a capire chi e' veramente Roberta.


    Non per questo ho ricominciato a scrivere, cosi' posso dedicare un po' di tempo solo a me stessa, posso ritornare ad essere autoironica e poter riflettere meglio. 
    Ho proprio bisogno di fermarmi altrimenti uno di questi giorni do fuoco alla cucina (se continuo a provare a fare i piatti di mio marito) oppure casco dalla finestra mentre provo a pulire l'ultimo angolo della porta finestra della camera da letto.


    In un certo senso mi ritrovo a vivere la stessa situazione del primo giorno che sono sbarcata a New York: volevo essere "nessuno" e dovevo rifarmi da zero. Quella citta' era perfetta per questo tipo di sogno. Oggi pero' mi sembra piu' difficile: so di essere qualcuno e devo adeguarmi ad una vita ancora una volta diversa dalle altre due che ho vissuto in 35 anni.
    Da dove si comincia? Come si fa? 
    Come posso fermare l'orologio per non vedermi le rughe aumentare e avere piu' tempo per caricarmi di un po' di coraggio e ambizione?


    A volte vorrei farmi bastare i sorrisi e gli abbracci di Viola o le cure e l'amore di Matteo ma non ci si puo' nutrire di solo egoismo ... 
    Voglio tornare ad essere fonte di allegria ed energia, di quella contagiosa e di quella che si rigenera. 
    Devo solo ritrovare la forza di azzardare, come ho fatto quel giorno che ho preso l'aereo per attraversare l'oceano.

    Thursday, December 2, 2010

    Se non metti l'amore in cio' che fai...






    E' quando la schiena inizia a curvarsi che capisci che il tuo corpo si sta compiacendo con i tuoi sforzi disumani. 


    Gli sforzi fisici di solito si fanno dal basso verso l'alto, quelli del cervello invece vanno sempre dall'alto verso il basso, almeno per quanto riguarda me! 
    Parto in quarta e freno mentre ho gia' messo folle da qualche minuto.


    Molto spesso mi viene un'idea grandiosa... per arrivare, dopo che ho spremuto bene bene i tessuti della mia materia grigia, a cambiare idea. Se invece la metto in pratica, sconsolata, quando l'impresa e' fatta ed e' davanti ai miei occhi, mi rendo conto che non era cosi' originale e bella come mi sembrava. E' il classico atteggiamento di chi vuole sempre di piu'. 
    Non significa comunque che sia sbagliato. 
    Non significa neanche che quello che abbiamo fatto non abbia un valore, e' solo che siamo pronti a voltare pagina e ricominciare.


    Bisognerebbe non avere mai troppe aspettative nel fare le cose cosi' si finisce sempre per essere soddisfatti di qualsiasi risultato raggiungeremo.
    L'unica cosa che secondo me non va mai tralasciata e' quella di fare ogni cosa con il cuore, con l'amore. 


    Sara' difficile a quel punto prendersi gioco di quelle che erano le nostre emozioni di quell'attimo e sara' altrettanto facile non avere mai rimorsi di coscienza.


    Chi agisce d'istinto come me si riempie l'anima ogni volta che si muove. 
    Non e' vero che la ragione aiuta a fare i passi piu' giusti. La razionalita' e' la pedina piu' ovvia da spostare per arrivare dove gia' sai nel modo piu' corretto.. ma la follia a volte ti riserva un cammino molto piu' emozionante, fatto di sorprese oppure di magoni che in un modo o in un altro ti segnano dentro. 
    Quell'essere segnati ci distingue, ci rende unici e forti.


    E' questo quello di cui abbiamo bisogno: azzardare sempre per vivere ogni giorno quello che chi non sogna non puo' mai avere, sia nel bene che nel male. Il male mi ha fatto nascere una bella corteccia di cui vado fiera.


    Il fatto che qualsiasi cosa decidiamo di fare, ci risulti poi alla fine non appagante, e' normale.
    E' l'energia e la passione usata nel fare quella cosa... che ci colmera' di piacere. 
    La velocita' che si dimostra nel passare da un argomento ad un altro o da un'azione a quella successiva non e' sinonimo di superficialita'. 
    E' elasticita' mentale, e' l'essere continuamente affamati di quello che viene dopo, di quello che sara' perche' si chiude un capitolo che ci ha riempito il cuore d'amore e si e' pronti in un attimo a svuotarlo di nuovo per rigenerarsi.


    Non serve solo il cervello per realizzare un sogno.
    Se non metti l'amore in cio' che fai sarai sempre un'anima dagli occhi spenti e incapace di provare la felicita' e di donarla agli altri, che e' la cosa piu' bella che ci sia al mondo.

    Tuesday, November 30, 2010

    la cacca e' come la vita: a volte e' un letto di rose a volte di spine


    Mi considero una persona dalle buone capacita' comunicative e so di avere un cuore grande che mi aiuta ad andare d'amore e d'accordo con tutti.


    C'e' una cosa pero' che mi viene sempre rimproverata: non e' bello condividere in pubblico quello che mi succede in bagno. 
    Le mie dichiarazioni infatti suscitano sempre meraviglia ed imbarazzo.
    Io pero' ho sempre continuato a raccontare di me e di quello che risulta essere la cosa piu' naturale al mondo: fare la cacca. 


    E' tutto un controsenso: io che ho problemi di stitichezza non ne posso parlare, chi fa la cacca tre volte al giorno risulta essere la persona piu' pudica dell'universo.
    Di che cosa ci si potrebbe vergognare? Ditemelo! 
    Tanto lo so che almeno una volta avete detto: "oggi ho fatto la cagata piu' bella della mia vita" oppure "come ha fatto quella cosa cosi' grande ad uscire dal mio corpicino?".
    Mi riferisco poi a tutti quelli a cui serve tanto tempo in bagno. 
    Non raccontate scuse inutili ... non ci vuole concentrazione ...Voi adorate rimanere li seduti a leggere, a meditare, ad annusare e a godere di quel momento cosi' intimo e piacevole.
    Ci troviamo quotidianamente a tirare su la puppo' dei cani, a cambiare i pannolini dei bambini o stare attenti a non pestarla mentre si cammina per strada. E quando ci sono quelle belle manifestazioni paesane con le sfilate dei carri? le montagne di palle di cagotti di cavallo per la terra, con il personaggio estratto a sorte dietro che con la pala la porta via.

    Dicono che la nostra cacca ci puo' aiutare a capire tante cose. La consistenza, il colore, l'odore o la forma ci rilasciano messaggi utili ma c'e' chi si rifiuta persino di crederci. 
    La cacca e' brutta, insignificante e puzza e per questo va disintegrata al piu' presto, figuriamoci se sia giusto parlarne. A mio avviso bisognerebbe persino osservarla bene per capire chi siamo veramente, specie se abbiamo spesso crisi di identita' o malattie in corso.
    Dovremmo tenere un post-it e penna in bagno vicino alla tazza per essere pronti a farne uno schizzetto come promemoria, come si fa con i sogni. Ne verrebbe fuori un diario davvero intimo, di grande spunto anche per i nostri eredi. 
    Tutto cio' che abbiamo costruito nel corso della nostra esistenza, in ogni sua forma e specie, e' racchiuso nelle nostre defecazioni.


    Persino lo stesso Freud paragona l'azione dell'accumulare il denaro a quella del trattenere le feci. Leggo per esempio che studiosi, psicologi e pedagogisti come Piaget confermano le mie teorie riguardo ai bambini. Viola vuole ancora fare la cacca sul pannolino per poi farmela vedere con grande soddisfazione, descrivendola grossa grossa o bella bella come se fosse il regalo piu' importante che in quel momento avesse fatto alla sua mamma. I bimbi decidono quando separarsi dalle loro feci "offrendole in sacrificio" ai genitori oppure preferiscono tenersele per se come forma di affermazione del proprio arbitrio.


    A New York la mia migliore amica mi regalo' due libricini. Il primo si chiama:
    "what's your poo telling you?" cioe' "che cosa ti sta dicendo la tua cacca?" e grazie a questo posso rispondere ad ogni tipo di domanda, se ne avete. L'altro era "poo log" dove poter registrare tutte le mie esperienze con tanto di spazio per fare anche un disegnino e classifica per tirarne fuori un punteggio.
    Una volta mi ricordo di aver fatto un coniglietto ed era forse in onore della mia amica che si chiama Bonnie mentre un'altra volta ne e' uscita fuori una forma di uno scarpone di Babbo Natale .. e guarda caso ci stavamo avvicinando al Natale (a volte ci riusciamo anche a condizionare). 


    Avrei tante aneddoti simpatici da raccontare. Un giorno a Cazzago sono stata fermata dai vigili mentre stavo correndo a casa col ma di panza.
    "Favorisca patente e libretto" ... "ma veramente io ... (con la faccia griccia) ... dovrei prima andare in bagno ... vede? quella la e' casa mia ... faccio subito ... sto proprio male!"
    La donna vigile ha voluto comunque prendere in mano il libretto ... sapevo che da sotto gli occhiali da sole le pupille rantolavano nel buio, non sapendo che fare (la stronza o l'essere umano comprensivo del dolore altrui). L'altro vigile non sapeva se ridere o piangere. Potevo essere un killer o un fuggitivo che stava mentendo ma mi hanno lasciato andare perche' si sono inteneriti. 
    Cari. 
    Anche loro forse hanno avuto un attacco di diarrea almeno una volta.
    A New York invece i meccanici dell'officina mi accendevano il compressore per farmi rilassare meglio.
    Cari.
    Loro forse facevano tanto rumore in bagno.


    Lo sapete perche' sono triste? Perche' mi piace parlare di cacca e mi piace provocare la gente che ne e' intimorita ma non riesco a farla come la maggior parte degli essere umani. Soffro di costipazione e questa cosa mi frena. A volte credo che sia questo il motivo per cui mi piace parlarne... perche' e' una cosa che non mi capita di fare ne spesso ne bene ed e' un peccato... perche' so che e' di una importanza vitale.

    Thursday, November 25, 2010

    La guerriera di Cazzago Land

    Non ho dovuto riflettere tanto sul titolo da dare a questo blog. 
    Per chi mi conosce bene sa che mi scappano tante cose di solito... qualche parola pescata dall'istinto ... qualche pensiero mai detto ... la cacca lenta ... la cacca dura ... troppi consigli spassionati... gli anni passati mi scappava da vivere :-)
    e da un po' di giorni ho deciso che voglio farmi scappare anche da ridere invece che rimuginare troppo sulle cose. 

    Il difetto piu' grande che ho e' quello di voler avere sempre una marcia in piu', non rispetto agli altri, ma rispetto al giorno prima. Questa cosa mi consuma dentro.
    Se mi vedete seduta sul divano con l'espressione in volto di chi si e' fumato una pianta intera e se pensate che mi stia rilassando o per addormentare, vi sbagliate di grosso. Il quel momento il mio cervello sta elaborando pensieri diaboloci ad una velocita' impressionante. 
    Sto per partorire una tattica di azione, una procedura vitale.
    Il giorno dopo mi capita sempre di avere l'herpes sulla bocca, nello stesso punto.
    Ho pensato tanto tanto si vede.


    Da ora in poi voglio imparare a fare una cosa nuova. Pensare meno e ridere di piu'.
    Sono allergica agli acari? Ma si bastardi! uahauhauahuah! vi sconfiggo io! apriamo le finestre e iberniamo la camera, i cuscini, le lenzuola e i piumoni!
    Respiro la muffa? I miei polmoni sono forti! Armiamoci di una mascherina da chirurgo e spruzziamo lo spray magico del genero del proprietario dell'appartamento e disintegriamola! Ho l'orticaria da freddo? prendo a vita l'antistaminico ma il segreto e' capire dove ho preso freddo la mia prima volta cosi' da potermi procurare qualche maglione in piu' per quando ci tornero'!


    Cari amici miei, la vita e' bella e va vissuta intensamente ma a volte bisogna anche imparare a sorridere di piu'. Focalizzare quale e' il problema che ci rattrista o non ci fa andare di corpo, analizzarlo, affrontare le conseguenze con coraggio, RIDERE e poi risolverlo.


    Ci vuole cosi' poco .... parola di Robertina